Il Castello: dell’impianto fortificato è ancora visibile una torre quadrata, mentre il nuovo castello è in restauro.
La Grotta di San Michele Arcangelo:
il più importante insediamento rupestre dell’area territoriale degli Alburni possiede al suo interno interessanti opere d’arte a partire dalla seconda metà del ’200 fino al 1700.
Chiesa di Santa Maria Maggiore:
accanto all’insediamento del castello, la chiesa madre si poggia su colonne monolitiche di pietra locale (detta gentile dal luogo in cui fu estratta e per la sua estrema duttilità) e conserva numerose opere d’arte tra cui: le statue lignee di San Michele Arcangelo e dell’Assunta e un preziosissimo ciborio in pietra gentile.
L’Antece:
su un cocuzzolo isolato della catena dei Monti Alburni, detto Costa Palomba, a quota 1125 m s.l.m., è scolpita in altorilievo su una roccia una figura umana (che rappresenta un dio guerriero), vestita di una corta tunica, tenuta stretta da una cintura da cui pende una spada, mentre sul lato sinistro dell’osservatore parrebbero scolpite una lancia ed uno scudo borchiato.
Sorgente Auso:
a circa 4 km dal centro abitato questa sorgente è arricchita dalla presenza di una cascata artificiale che compie un salto di ben otto metri, necessaria in passato per alimentare un’antica centrale idroelettrica (raro esempio in zona di archeologia industriale), nonché tre mulini ad acqua.
Grotta di Fra’ Gentile e Grava del Fumo:
oltre a boschi ed altipiani, a Sant’Angelo a Fasanella si possono scoprire grotte e “grave”, inghiottitoi di vari forme e dimensioni formatisi dall’incontro-scontro dell’acqua e delle pareti calcaree. La Grotta di Fra’ Gentile è uno spettacolare inghiottitoio fossile con due grandi aperture, mentre Grava del Fumo è il più importante collettore di acque della parte centrale dei Monti Alburni, le stesse che poi fuoriescono alla sorgente Auso, dopo un percorso sotterraneo di circa 800 m.
This page requires Adobe Flash Player to display some elements.